Rogolo
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Comune di Rogolo


Comune di Rogolo
Elezioni 2014:
Elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale: Risultati eletti (pdf) e Proclamazione (pdf)


Cenni storici:

Fino al suo primo costituirsi cioè nel 1204 Rogolo fece parte del comune di Delebio e se ne staccò poi, insieme al vicino Andalo, nel 1602.
Assoggettato al regime feudale dei grandi monasteri (in particolare quello di Acquafredda) e della famiglia dei Vicedomini (alleati ai Ghibellini Rusca), gli abitanti nei primi anni del 1200 sul pendio della montagna percorrendo per gli scambi e i rapporti di convivenza con i vicini la strada Pedemontana Colico-Morbegno.
Il comune seppe da subito organizzarsi bene e svolse nei secoli un suo ruolo autonomo: testimonianza di tutto questo è la presenza del castello dei Vicedomini che, distrutto dai Guelfi Vitani di Como nel 1304 e poi ricostruito, venne definitivamente smantellato dai Grigioni nella prima metà del XVI secolo.
Oggi, di quel borgo fortificato, posto a metà montagna, è rimasta la bella chiesetta, forse di lontana origine longobarda, intitolata a San Giorgio. La chiesa e la dimora gentilizia attigua sono ora di proprietà privata ma hanno saputo conservare nel tempo i segni dell’antico splendore. Sulla facciata della chiesa ci si può soffermare sulla bella Crocifissione affrescata nel 1557. All’interno della chiesa, invece, si può ammirare, nel presbiterio, un olio su tela di pregevole fattura raffigurante una Madonna con bambino tra San Giorgio e Sant’Abbondio. Ogni anno, nel mese di aprile, in occasione della celebrazione della Santa Messa in onore di San Giorgio, i proprietari aprono la chiesa e accolgono i visitatori nel bel giardino terrazzato.
La storia di Rogolo ricalca naturalmente quella della Valtellina e della vicina Valchiavenna che assumono importanza e complessità maggiori rispetto alle altri valli alpine della Lombadia proprio per la loro posizione geografica. Baluardo di difesa e crocevia di comunicazione con la vicina Svizzera e quindi con il nord Europa, ebbero infatti da subito un importante ruolo nei giochi di potere degli stati italiani e europei. Abitate da popoli antichissimi e conquistate dai Romani nel 15 a. C. subirono la potestà dei Franchi.
Annesse, all’inizio del 1200 al Comune di Como furono successivamente aggregate allo Stato Visconteo (1335) che gli assicurò pace e tranquillità. Azzone Visconti riordinò l’amministrazione della Valle dividendola in Terzieri e in Squadre. Rogolo fece parte del Terziere Inferiore. Dopo quasi tre secoli di dominazione Grigiona (1512-1797), funestato da sanguinarie lotte di religione tra cattolici (valtellinesi ) e protestanti (grigioni), l’intero territorio si aggregò prima alla Repubblica Cisalpina (Napoleone) poi al Lombardo Veneto.
I periodi napoleonico e austriaco (1797-1859) furono importanti per l’ammodernamento del quadro istituzionale e culturale. Nel 1859 si insedia finalmente a Rogolo la prima amministrazione italiana.

Rogolo in Valtellina:
Lasciato alle spalle il Lago di Como e imboccata la strada statale 38 si apre alla vista del visitatore la Valtellina, ultima provincia che chiude l’estremità settentrionale della Lombardia, prima di cedere il passo alla Svizzera e quindi al Nord Europa.
La valle si sviluppa orizzontalmente seguendo il corso dell’Adda e ospita un mondo severamente alpino, di antica storia e di lunga tradizione, con straordinari paesaggi e ambienti di alta montagna. Viaggiando lungo la valle si trovano le Alpi Retiche, a sinistra, e le Alpi Orobie, sulla destra. I due versanti hanno caratteristiche climatiche e fisiche diverse.
Molto esposto al sole, il versante retico presenta un clima più caldo e secco rispetto al versante orobico che rimane in ombra per molti mesi dell’anno. Per questi motivi si sono sviluppate diverse potenzialità in ambito agricolo: nella parte retica si trovano i terrazzamenti per la viticoltura, coltivati già dai primi secoli del Medioevo.
Nella parte orbica si è intensificata invece un’economia silvo-pastorale, a cui si affiancano le tradizionali lavorazioni artigianali del ferro e del legno.
Le vicende storiche della Valtellina e della vicina Valchiavenna assumono importanza e complessità maggiori rispetto alle altri valli alpine della Lombadia proprio per la loro posizione geografica: baluardo di difesa e crocevia di comunicazione con la vicina Svizzera e quindi con il Nord Europa.
Le due valli ebbero da subito un importante ruolo nei giochi di potere degli stati italiani ed europei. Abitate da popoli antichissimi e conquistate dai Romani nel 15 a. C. subirono la potestà dei Franchi. Annesse, all’inizio del 1200 al Comune di Como furono successivamente aggregate allo Stato Visconteo (1335).
Dopo quasi tre secoli di dominazione Grigiona (1512-1797), funestata da sanguinarie lotte di religione tra cattolici (valtellinesi ) e protestanti (grigioni), l’intero territorio si aggregò prima alla Repubblica Cisalpina poi al Lombardo Veneto. I periodi napoleonico e austriaco (1797-1859) furono molto importanti per l’ammodernamento del quadro istituzionale e culturale della Valtellina e della Valchiavenna.
L’evoluzione recente ha visto la progressiva concentrazione della popolazione nei centri di fondovalle (in particolare Morbegno e comuni vicini), il consolidarsi di nuove zone produttive (ancora Morbegno e Tirano), lo sviluppo di nuovi settori economici (terziario e turismo) e di una agricoltura specializzata e, infine, lo sfruttamento sempre più intensivo dei bacini idrici per la produzione di energia idroelettrica.
Il capoluogo della Valtellina è Sondrio: con 21.940 abitanti è il maggior centro economico, agricolo e commerciale della valle. Gli altri centri significativi sono Morbegno, Ponte, Teglio, Aprica, Tirano, Grosio, Sondalo, Bormio. E infine, in alta Valle, Livigno.

Stemma Araldico del Comune di RogoloLo Stemma di Rogolo in un bassorilievo del Maestro Abram

Lo stemma araldico o gonfalone di Rogolo.
In alto, si può vedere la corona che rappresenta la famiglia Vicedomini, antichi feudatari del luogo.
Nel corpo principale, tagliato, troviamo, in campo argento, la torre del castello con merlatura ghibellina, appartenuto alla nobile famiglia, e in campo azzurro un albero di quercia, o rovere, in dialetto ruu, da cui deriva il nome del paese.
La striscia obliqua che taglia lo stemma vuole significare la presenza di un complesso stradale di una certa importanza, che metteva in comunicazione il paese con i principali centri agricoli e di commercio.
Più in basso, si notano due ramoscelli uniti dal nastro tricolore.
Le foglie sono di alloro, simbolo di saggezza, e di quercia, simbolo di forza.



Cenni statistici:
Rogolo conta al 31/12/2008 559 abitanti (Rogolesi) e ha una superficie di 13,0 chilometri quadrati per una densità abitativa di 38,54 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 216 metri sopra il livello del mare.

Il municipio è sito in Via Piazza 5, tel. 0342-6835230342-683523 fax. 0342-602414.
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Cenni anagrafici:
Il comune di Rogolo ha una popolazione pari a 570 abitanti.

 

 

 
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